L'avventura dell'uomo
Festival Internazionale del film e del documentario d'avventura ed esplorazione



Festival "L'Avventura dell'uomo": sette le opere premiate

Conclusa la prima edizione del Festival Internazionale del film e del documentario di esplorazione e avventura

Si è chiusa con la premiazione di ben sette filmati la prima edizione de "L'avventura dell'uomo", Festival Internazionale del film e del documentario di esplorazione e avventura. L'evento, promosso dal Parco Letterario "Formiche di Puglia" e magistralmente organizzato a Castellana dal Gruppo Puglia Grotte, ha dato luogo - tra il 31 marzo ed il 1° aprile - a quattro giorni di proiezioni no-stop.

Le trentatré opere ammesse a concorrere - lavori di grande interesse scientifico e culturale provenienti da mezzo mondo, compresa Cina e India - hanno raccolto oltre 1000 spettatori; per i filmati in inglese e francese si è potuto far conto su una traduzione simultanea multilingue. Bene si è difesa l'Italia nella competizione con tre opere premiate.

La Giuria, presieduta dalla regista produttrice romana Silvia Innocenzi, ha assegnato:

- il premio per la migliore opera etnografica a Le radici delle stelle di Piero D'Onofrio, documentario girato fra gli indios della foresta Lacandona del Chiapas,

- il premio per la sezione didattica a I Monti Alburni, uno dei massicci carsici più interessanti del nostro Paese, per la Regia di Enzo Franco, Ritratto di Altinè nella stagione secca di Elisa Meneghetti e Marco Mensa, il racconto della quotidiana lotta contro la siccità del popolo Peul nel Sahel senegalese.

Tre riconoscimenti, questi assegnati ad opere italiane, davvero meritati - come ha evidenziato il direttore artistico del festival Tullio Bernabei nel corso della cerimonia di premiazione.

Sono stati conferiti, poi, altri quattro premi ai migliori lavori fra le 33 opere partecipanti:

Due premi sono andati a documentari francesi prodotti da Gedeon Programme, leader mondiale nel settore della produzione documentaristica. La migliore opera speleologica è stata L'expédition Ultima Patagonia di Luc Henry Fage che, si legge nella motivazione pronunciata dalla Giuria "apre una finestra su uno degli ultimi angoli inesplorati del pianeta". Il premio per sezione archeologia offerto dall'Associazione LA VENTA è andato invece a L'enigme des Nascas di Thierry Ragobert, documentario che suggerisce ipotesi d'interpretazione dei giganteschi geroglifici peruviani.
La migliore opera fiction è risultata The iceman of Oetz Valley and his world del regista austriaco Kurt Mundl.

Miglior documentario è stato giudicato Artic desaster: crash of the airship Italia, premio posto in palio dal Comune di Castellana-Grotte. Il documentario, realizzato dalla canadese Jane Armstrong e coprodotto dalla National Geographic Society ricostruisce la vicenda umana e scientifica dell'esploratore Umberto Nobile e la sua sfortunata spedizione al Polo Nord. Menzioni speciali ad altre quattro opere: La grande Traversée (Francia), Volcano (Gran Bretagna), Akhà: quando il vento soffiava (Italia) e Un secolo di cinema e archeologia (Italia).

Bilancio positivo, dunque per questa prima edizione della rassegna di Castellana, molto apprezzata dal pubblico, soprattutto in età scolare, per la sua formula originale e molto ben accolta anche dagli autori che si sono pienamente ritrovati nello spirito del Festival.

Unica nota stonata: un inspiegabile silenzio da parte della stampa locale ha accompagnato "L'Avventura dell'uomo". Beghe politiche più alte degli stessi soggetti coinvolti?

Non è dato saperlo. E, dopotutto non interessa, visto che si è già all'opera per il prossimo appuntamento, quello del marzo 2002, per la seconda edizione de "L'Avventura dell'uomo". Con più opere a concorso e con una maggiore partecipazione della cittadinanza, si spera.